DDL Concorrenza, nuovi diritti nella telefonia: ecco cosa prevede

Pubblicato da Indennizzo Telefonico il

Nonostante il disegno di legge sulla concorrenza sia stato già approvato ad agosto, risulta ancora soggetto a modifiche costanti. Pertanto, non è ancora stato attuato dai Gestori telefonici.

Vediamo nel dettaglio cosa dovrebbe cambiare e lo stato di recepimento da parte dei Gestori.

DDL Concorrenza: cosa cambia

La nuova legge prevede disdette facili e veloci, cioè con gli stessi mezzi con cui si attivano i contratti. Si parla, quindi, di recessi fatti anche via telefono, email o all’interno dei negozi.

Mentre, ad oggi, la disdetta risulta costosa dato che – nella maggior parte dei casi – è necessario farla per raccomandata a/r o PEC.

Ma quali sono gli altri punti che riguardano il DDL Concorrenza?

  • Contratti della durata massima di 24 mesi. Ad oggi i contratti che prevedono il noleggio del modem o la vendita rateizzata di un cellulare sono di 30 mesi e, a volte, addirittura di 48 mesi;
  • Servizi in abbonamento attivati da terze parti. Sono attivabili solo con l’espresso consenso dell’utente. Queste truffe sono ancora molto presenti, considerando anche il numero dei consumatori che segnalano quotidianamente queste problematiche;
  • Per le chiamate ai numeri non geografici (ad esempio numeri 199) si deve pagare solo dopo la risposta dell’operatore. Per numeri non geografici si intendono i numeri gratuiti o a pagamento che prevedono una tariffazione differenziata e indipendente dalla collocazione geografica del chiamante. I Gestori, in ogni caso,  non si sono ancora adeguati;
  • Costi di disdetta commisurati alla durata del contratto e a quelli realmente sopportati dai Gestori. Quest’ultimi sostengono di essere riusciti a cambiare i costi di disdetta e a migliorare la trasparenza delle Carte dei Servizi. Rispetterebbero, quindi, la normativa. Però, anche in questo caso, la casistica sembra svelare il contrario.

Molto spesso, chiudere un contratto pochi mesi prima della scadenza (a volte anche un solo mese prima) supera quanto dovuto per i mesi residui di contratto. Altre volte, invece, non c’è nessun distinguo nei costi di recesso relativamente al numero di mesi di contratto residui.

Per non parlare dei famigerati costi dovuti alla restituzione degli sconti fruiti, in cui il costo di recesso aumenta – addirittura – in relazione ai mesi già rispettati da contratto (più si è fedeli più si paga nel caso di recesso anticipato).

Viste le tempistiche dell’Autorità per esprimere un proprio parere, nonché i successivi tempi tecnici di recepimento, gli utenti ancora non possono godere degli importanti e nuovi diritti previsti ad agosto.

Per ulteriori informazioni, invia un messaggio attraverso il form dedicato o sulla chat di Indennizzo Telefonico.

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Categorie: News

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