errata fatturazione

Fatturazione a 28 giorni: emendamento contro Gestori diventerà presto legge

Pubblicato da Indennizzo Telefonico il

Torniamo a parlare della fatturazione a 28 giorni, stavolta per quanto riguarda i Gestori telefonici e Pay/Tv.

La Commissione Bilancio del Senato ha, infatti, approvato un emendamento nella legge di Bilancio che prevede il ritorno alla fatturazione ogni 30 giorni anziché 28.

Nonostante le delibere AGCOM, le Compagnie telefoniche hanno inviato un ricorso al TAR.

Fatturazione a 28 giorni dopo la diffida dell’AGCOM

I Gestori avevano fatto ricorso a marzo, dopo la presentazione dell’emendamento in Senato.

Per prima la Vodafone Italia, tramite il suo amministratore delegato Aldo Bisio che ha affermato: “era un’operazione legittima in un sistema di mercato liberalizzato, dove i prezzi sono tra i più competitivi d’Europa.

Alla luce dell’attenzione posta dal Governo e dalle Autorità, ci siamo resi conto che abbiamo sottovalutato un elemento importante che ci lega ai clienti: la trasparenza. Abbiamo dunque deciso che ritorneremo al ciclo di fatturazione precedente. Sono investimenti ingenti, abbiamo avviato i lavori, e lo faremo rapidamente».

Tim, tramite l’ammistratore delegato Amos Genish, ha confermato di seguire la volontà del Governo e di cambiare le regole facendo un passo indietro.

Fastweb, dal canto suo, tramite il CEO Alberto Calcagno sostiene: «Abbiamo già comunicato ad Agcom che ci adegueremo il prima possibile ma non prima del 2018”.

Fatturazione a 28 giorni: novità

Un emendamento della nuova legge prevede la fatturazione mensile esclusivamente per i contratti telefonici in abbonamento.

Pertanto, rimarranno escluse tutte le prepagate.

Prevede, inoltre, che la fattura virtuosa sia applicata ai consumatori, escludendo tutte le imprese e i gli utenti con Partita IVA. È pur sempre presente un ricorso al TAR che sta bloccando la delibera AGCOM suddetta.

I meriti di questo emendamento sono i tempi. I Colossi delle telecomunicazioni hanno  90 giorni per recepire dalla entrata in vigore del decreto, convertito in legge. Aggirare la Legge è impossibile, tanto che se ciò dovesse accadere, la società dovrà restituire al cliente le somme «indebitamente percepite», oltre a elargire un indennizzo di 50 euro in caso subisca una «fatturazione illegittima».

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