AGCOM: illegittima la fatturazione a 28 giorni

Pubblicato da Indennizzo Telefonico il

Si torna a parlare di fatturazione a 28 giorni: l’AGCOM ha avviato l’istruttoria per procedimenti sanzionatori nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb.

I quattro operatori telefonici, infatti, non hanno rispettato la delibera dell’Autorità ufficializzata a marzo, che obbligava  i Gestori all’adeguamento, entro 90 giorni, alla fatturazione a cadenza mensile per:

  • i servizi di telefonia fissa;
  • le offerte convergenti (fisso più mobile).

AGCOM e l’illegittimità della fatturazione a 28 giorni

I maggiori Gestori telefonici hanno adottato una fatturazione a 4 oppure ad 8 settimane e in tempi diversi. Questo meccanismo, secondo l’Autorità, limita l’effettiva libertà di scelta degli utenti e l’agevole controllo dei consumi e della spesa.

Pertanto, li porta ad avere un aumento di fatturato dell’8,5 annuo che per gli utenti/consumatori si traduce nel pagamento di un’ulteriore mensilità: 13 anziché 12.

Ovviamente, questi procedimenti avviati dal Commissario AGCOM Francesco Posteraro, suonano come un monito per SKY (come scritto in questo articolo), che da ottobre passerà alla fatturazione a 28 giorni.

Pertanto, anche gli operatori PAY-TV sono stati avvertiti.

Tariffe a 28 giorni: ricorsi dei Gestori

I Gestori telefonici già a marzo hanno fatto un ricorso contro la Delibera A.G.COM. 121/17/CONS, tramite l’associazione Asstel, sul quale il TAR si pronuncerà a febbraio 2018.

Secondo Asstel, l’intervento dell’Autorità viola la libertà d’impresa dato che questo tipo di fatturazione non lede la trasparenza e la libera concorrenza.

Affermazioni poco condivisibili, tanto che ulteriori dubbi sono stati sollevati dall’Antitrust dopo un effetto a catena delle compagnie che si sono adeguate alla fatturazione a 28 giorni.

Contro i Gestori ha preso posizione anche il governo con il ministro Carlo Calenda.

In una nota afferma «… gli operatori del settore della telefonia e Sky hanno progressivamente modificato la cadenza delle proprie fatturazioni, portandola a una volta ogni 28 giorni, con un aggravio dei costi per i consumatori…».

«Non è in discussione la libertà degli operatori di formulare nuove offerte commerciali, nel rispetto della regolamentazione, non possono altrettanto essere messi in discussione i principi fondamentali di tutela e di trasparenza a favore degli utenti dei servizi. In questa condotta si legge infatti un comportamento scorretto verso i consumatori che pagano queste iniziative in prima persona e di tasca propria».

Cosa fare per il rimborso di quanto indebitamento pagato alle compagnie telefoniche?

Il nostro consiglio è quello di inviare subito l’apposito modulo di reclamo:

Modello rimborso fatturazione a 28 giorni Fastweb Business
Modello rimborso fatturazione a 28 giorni Fastweb Residenziale
Modello rimborso fatturazione a 28 giorni TIM BUSINESS
Modello rimborso fatturazione a 28 giorni TIM Residenziale
Modello rimborso fatturazione a 28 giorni VODAFONE
Modello rimborso fatturazione a 28 giorni WIND TRE

Rivolgiti a noi

Rivolgiti anche tu a Unione dei Consumatori per far valere i tuoi diritti. Invia il tuo reclami, accedendo alla sezione della modulistica, e affidati al nostro supporto per ottenere ciò che ti spetta per legge.

Per ulteriori informazioni, invia un messaggio attraverso il form dedicato o sulla chat di Indennizzo Telefonico.

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3 commenti

Gianni · 17 Ottobre 2017 alle 19:28

Grande Pietro! ottimo servizio ! 10 e lode!!

Irene C. · 12 Maggio 2018 alle 16:21

Salve! A parte che il “Modello rimborso fatturazione a 28 giorni Fastweb Business” non è disponibile, volevo capire se è lecito e corretto che la Fastweb, adeguandosi alla fatturazione mensile, abbia aumentato, già dal 1° aprile e senza sms di avviso per le utenze mobili!, i canoni in modo da recuperare anche la 13^ mensilità, sostenendo di lasciare invariato il costo annuo, ma, alla tirata dei conti, guadagnando anche qualcosina in più!!! Attendo risposta. Grazie.

    Pietro Scire · 12 Maggio 2018 alle 16:59

    Salve per la fatturazione a 28 giorni abbiamo messo a disposizione un solo modello, gratuitamente, valido sia per gli utenti business che residenziali. Per quanto riguarda la seconda domanda, in caso di variazioni contrattuali da parte del Gestore si ha diritto al recesso senza costi come scritto nelll’art.70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche entro 30 giorni dalla comunicazione all’utente. Qualora l’utente non sia avvertito si prefigurerebbe un illecito sanzionabile da parte del Gestore.

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